L'Istituto di Biofisica nasce dall'aggregazione di cinque preesistenti strutture CNR, distribuite su tutto il territorio nazionale (Genova, Milano, Palermo, Pisa e Trento) e da una vasta gamma di attività di ricerca aventi come principale comune denominatore l'applicazione di metodi e tecniche di indagine propri delle scienze fisiche allo studio dell'organizzazione, della struttura e dei meccanismi di funzionamento dei sistemi biologici.L'Istituto si dedica in maniera significativa anche allo studio, ancora con metodologie fisico-chimiche, dell'impatto di fattori ambientali, sia antropici che non, sugli ecosistemi. Le spettroscopie ottiche e magnetiche, le micro- e nano-scopie, la modellistica molecolare basata su calcoli di meccanica statistica e quantistica, l'elettronica strumentale interfacciata a sistemi digitali di stimolazione e registrazione di segnali elettrofisiologici, lo sviluppo di software per l'analisi di segnali e per l'elaborazione di loro modelli interpretativi, sono solo alcuni esempi di tecniche per lo studio dei sistemi e fenomeni biologici a cui l'IBF è interessato.

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L’attuale Istituto di Biofisica riunisce professionalità differenziate (tra cui fisici, chimici, biochimici, biologi molecolari, genetisti, fisiologi, ... ), con il vantaggio di poter affrontare lo studio dei sistemi biologici da un punto di vista interdisciplinare.

Gli oggetti di studio vanno dalle proteine e acidi nucleici alle strutture sopramolecolari, dalle cellule nervose alle piante superiori, dai microrganismi alle cellule in coltura isolate dagli organismi più diversi.  Le ricerche coprono argomenti complementari ad ampio raggio, spesso utilizzando metodologie e strumentazioni innovative sviluppate nell’ambito dell’Istituto stesso, sempre nell’ottica di un approccio integrato, multidisciplinare che favorisce il superamento di una lettura puramente descrittiva dei processi biologici.

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